In una lettera (che riportiamo integralmente) alla Gazzetta di Parma, la presidente di Confesercenti Parma, Francesca Chittolini, rispondendo ad una serie di interventi dei giorni precedenti ha voluto ribadire il punto di vista dell’associazione circa l’importanza delle botteghe e i negozi di Parma nella delicata fase di ripartenza dell’economia cittadina. Una presa di posizione chiara a difesa delle piccole realtà, vero “collante” sociale di tutto il territorio da supportare senza se e senza ma.

Gentile Direttore,

prendo spunto dai recenti articoli e relative prese di posizione da parte delle istituzioni sul tema della crisi del commercio per proporre alcune considerazioni.

Abbiamo apprezzato in modo sincero l’intervento del Sindaco Federico Pizzarotti a difesa del piccolo commercio e proprio per questo motivo ribadiamo all’Amministrazione comunale che la nostra Associazione e tutte le nostre imprese sono a disposizione per sperimentare soluzioni alternative che permettano agli esercenti di riemergere da questo periodo di sofferenza. Ancora oggi ci giungono dati aggiornati che attestano una difficoltà diffusa tra tutte le attività commerciali, dei servizi e del turismo. Oltre il 50% delle imprese deve fare i conti con una riduzione significativa di fatturato. Senza aiuti di carattere nazionale, agevolazioni fiscali, de-burocratizzazione, contributi a fondo perduto, molti imprenditori dovranno chiudere. Ma c’è di più.

Il rischio che corriamo non è soltanto quello di assistere inermi all’abbassarsi di serrande ma quello di vedere giorno dopo giorno disperdersi competenze cuniche he racchiudono le nostre tradizioni. Le nostre specificità potrebbero svanire insieme all’immaginario collettivo che lega il nome Parma all’eccellenza in termini di vivibilità e qualità della vita. Se le nostre città perdono i centri storici, non restano che enormi dormitori. Se noi perdiamo le nostre relazioni di vicinato, non restiamo che consumatori. Se Parma perde le botteghe, perdiamo Parma per come la conosciamo.

Non intendiamo restare a guardare e vogliamo riprenderci il ruolo di protagonisti. Non per arrestare un processo storico, ma per dirigerlo e ripensarlo affinché sia positivo e promettente per tutti. Come sarà possibile questo difficile passaggio? Non con l’assistenzialismo ma con politiche attive e condivise di ampia visione per tutelare le nostre imprese. Usciamo dal circolo vizioso delle cose che “non si possono fare” e ragioniamo su soluzioni alternative e sperimentali. In un contesto economico e sociale mutato in sole poche settimane, abbiamo il dovere morale di esplorare strade differenti.

Come Confesercenti Parma siamo sin da ora pronti valutare insieme progetti nuovi e condivisi con mentalità aperta, senza pregiudizi. In questa fase dove i piccoli imprenditori rischiano di più dobbiamo fare sistema e proteggerli. Proteggerli dalla burocrazia, sgravarli da costi non più equi e sostenibili, responsabilizzando gli imprenditori e liberandoli da vincoli paletti e regolamenti spesso superati e anacronistici.

Questo lo possiamo fare da subito, anche a livello locale. Dobbiamo creare una nuova rete tra piccoli imprenditori e fornire loro gli strumenti per avere la visibilità che meritano. Siamo un territorio fantastico per qualità e pluralità di attività economiche, aiutiamo queste aziende ad arrivare in modo professionale e diffuso a tutti i cittadini e consumatori. Sosteniamo il commercio di vicinato anche attraverso operazioni di marketing digitale così da permettere a chiunque di beneficiare dei prodotti e servizi di qualità a km 0.

I nostri imprenditori hanno dimostrato nel periodo di emergenza sanitaria di essere un presidio sociale per tutta la comunità. Nel momento in cui si è stati costretti a tornare all’essenziale, abbiamo riscoperto i negozi di vicinato ed il servizio di prossimità. I nostri imprenditori, nel clima di incertezza più totale, hanno sconfitto la paura per reinventarsi e fornire un servizio fondamentale a tutti i cittadini. Per dare nuovo slancio alla nostra città occorre ripartire dai piccoli commercianti. Facciamo insieme delle scelte chiare e nette. Vanno abbandonati i soliti schemi: ci vuole coraggio e determinazione.

Faccio riferimento alle numerose imprese soprattutto del centro urbano che hanno fatto richiesta di plateatico e ancora non hanno ricevuto risposte. Capisco bene la complessità nel dover trovare un equilibrio tra le esigenze di residenti, cittadini, commercianti, studenti, anziani, artigiani e tutte le pluralità di soggetti portatori di leciti interessi ma questo è il momento di agire senza indugi in modo chiaro a fianco degli imprenditori. Troviamo soluzioni flessibili e sperimentali a supporto del commercio del nostro centro storico. Proponiamo ad esempio di costituire piccole isole commerciali all’aperto in determinate fasce orarie e alcuni giorni della settimana.

Non scordiamoci delle aziende presenti in Oltretorrente quando pensiamo ad iniziative in centro storico, occupiamo gli spazi alle volte degradati con iniziative, tavole e sedie dei nostri esercenti. Le vetrine alzate ed illuminate sono il primo presidio contro il degrado e la percezione di insicurezza. Lo stesso vale per i nostri quartieri, perché non pensare di istituire a rotazione nel fine settimana delle aree pedonalizzate all’interno delle quali organizzare iniziative ed eventi per tutti? Possono creare disagio questi interventi? Possibile, ma mai quanto avere vetrine sfitte e serrande abbassate soprattutto in previsione di Parma Capitale della Cultura 2020+21.

Sarò chiara, non esiste nessun centro commerciale o nessun e-commerce che possa reggere il confronto con la qualità e la pluralità delle nostre imprese, piccolo scrigno prezioso in termini di competenze, passione e qualità di cui deve beneficiare tutta nostra comunità.

Ogni crisi è destinata a finire, prepariamoci ad un nuovo inizio. Ripartiamo dai nostri punti di forza e dalle nostre certezze: i negozi e le botteghe della nostra città.

 

Francesca Chittolini
Presidente Confesercenti Parma

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