Dopo aver sperimentato le nuove modalità della raccolta differenziata per il settore alimentare e della ristorazione, ci auspicavamo che venissero prese in considerazione le tante indicazioni e proposte per migliorare questo costosissimo e inefficiente servizio.

Purtroppo dal Comune di Parma e da Iren tutto tace e anzi si manda la Polizia Municipale o i Vigili Ambientali a minacciare quei commercianti che non sapendo dove mettere tutta la differenziata la espongono all’esterno un po’ prima o sbagliando giornate. Addirittura qualcuno ha rischiato sanzioni con l’accusa di occupazione di suolo pubblico abusiva. Questo è quanto ci riferiscono quotidianamente gli imprenditori, siamo perciò al ridicolo e alla disfatta organizzativa e progettuale.

Confesercenti si domanda come potrà essere Parma capitale della Gastronomia, quando facendo un giro pre-serale e serale, in centro come sui viali della città, sule strade, agli ingressi dei ristoranti e dei bar sono in evidenza sorte di discariche a cielo aperto? Gli imprenditori stanno facendo di tutto per assolvere ai loro obblighi, e tante volte col buon senso si trovano le soluzioni, ma imporre regole come quelle attuali e confermarle anche quando palesemente non vanno bene, non ha senso.

Il settore alimentare, della ristorazione, i bar e tutto il settore del turismo hanno necessità differenti, in tanti non sanno dove mettere i rifiuti, non potendo contare su cavedii, portoni o cortili interni. Le norme sanitarie dovrebbero conoscerle tutti, ma così non sembra: con due ritiri a settimana, il residuo organico si accumula, puzza e certamente non va bene. E’ la gioia dei ratti ad aumenta il rischio sanitario generale.

Il residuo raccolto una volta al mese, sempre per le stesse ragioni, non va bene. Il Comune di Parma più che generare stress e confusione e aumento dei costi, dovrebbe operare per il decoro urbano, valorizzare le eccellenze, magari prendendo spunto da altre parti, se ben fatto e utile.

Stando così le cose, non possiamo che diffidare l’amministrazione comunale a predisporre in tempi brevi soluzioni diverse per le imprese commerciali del settore alimentare e della somministrazione alimenti e bevande, con ritiri organizzati e pianificati al fine di rendere un servizio vero e non un disservizio.

Queste imprese peraltro pagano una tariffa completamente fuori misura, un record nazionale di cui non abbiamo mai saputo la ragione, e questo per i meccanismi tariffari previsti e fatti approvare dal Comune di Parma. Iren certo non discute in quanto più il Comune complica le cose più l’azienda aumenta i ricavi. E’ ora di finirla con battaglie ideologiche sul forno inceneritore condotte sulla pelle delle imprese e dei cittadini, mentre occorre pensare e soprattutto lavorare di più per risolvere i problemi da chi è pagato con le nostre tasse per questo.

Luca Vedrini Torricelli
Direttore Confesercenti

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