In riferimento alla bozza di Regolamento relativo alla  convivenza tra le funzioni residenziali e le attività di esercizio pubblico nei centri urbani, inviataci dal Comune di Parma nei giorni scorsi, interveniamo per esprimere, anche pubblicamente, le nostre considerazioni, già trasmesse ai competenti uffici e ai consiglieri comunali chiamati prossimamente a decidere su tale  importante argomento.

Innanzitutto ci preme sottolineare che già nel 2009 in occasione della prima stesura del regolamento a cura della giunta Vignali, così come nel 2011 in occasione della revisione dei contenuti da parte del Commissario Ciclosi nonché nella stesura dei regolamenti nel 2013 e nel 2015, le scriventi Federazioni si sono sempre opposte al concetto, ampiamente ripreso anche nell’attuale bozza di modifica al regolamento in vigore, di applicare restrizioni tout-court a carico degli operatori quando invece dovrebbero essere  i soggetti deputati al controllo ad intervenire per sanzionare le attività non in regola. La stessa normativa nazionale e regionale pone infatti al centro dell’interesse collettivo il servizio da rendere ai consumatori e il divieto di porre limiti all’esercizio delle attività economiche e agli orari di attività, senza specifiche e provate motivazioni. Ora, dopo anche le affermazioni sulla stampa dell’Assessore Casa, siamo proprio in questa situazione e francamente diventa difficile pensare che tutta la città, tutte le attività economiche che lavorano di notte, procurino disturbo e chissà quali pericoli. Il problema è che ancora una volta si cerca di scaricare le proprie responsabilità sui commercianti. Ci pare invece che le proposte di modifica avanzate dal Comune vadano purtroppo sempre nella direzione di introdurre  il principio generale della responsabilità degli esercenti non solo all’interno dei locali e degli spazi esterni concessi  , ma purtroppo anche nelle aree pubbliche  esterne al loro locale.

Peraltro rileviamo come già il Regolamento esistente sia al limite della compatibilità con le norme nazionali che non prevedono affatto di adottare restrizioni “a prescindere” rivolte a tutti coloro che esercitano una attività economica ma al contrario esplicitano molto chiaramente che il Sindaco possa intervenire laddove vi siano criticità costanti, concrete e reali pericoli per la salute e l’ordine pubblico.

In aggiunta, l’applicazione di una norma di tale impatto su un’area molto più estesa, che di fatto coincide con l’intero Centro Storico e buona parte della periferia ove si sono fatti investimenti e aperte attività, andrà a colpire un contesto imprenditoriale dove sono crollati i consumi, le aziende sono in grave crisi e con loro i dipendenti, a causa degli effetti della pandemia Covid 19, e porterà ad ulteriori chiusure di molte aziende,  aggravando una situazione già pesante di desertificazione avvenuta in diverse zone – come ad esempio in  Via d’Azeglio,  ed innegabilmente prodotta come conseguenza dell’applicazione di questo regolamento negli ultimi anni. Tutto ciò appare un processo alle intenzioni, fortemente limitativo per la concorrenza perché chi rispetta le leggi ha il diritto di scegliere liberamente i propri orari. Dobbiamo anche capire il momento che non è “normale” e pur rispettando qualche residente che si sente “molestato” sinceramente in questa fase dovremmo tutti lavorare uniti per non far chiudere neanche una attività.

L’attuale proposta di modifica inoltra affida a Sindaco e Giunta poteri eccessivi riguardo agli orari, sia con riferimento a singoli esercizi che a interi comparti, per di più senza prevedere un organo di consultazione, rendendo così di fatto inefficace l’unico organo di monitoraggio presente nel regolamento attuale, al di fuori del Sindaco e della Giunta e riportando in auge meccanismi di relazione diretta che pensavamo superati e che certo non approviamo.

Alla luce di quanto sopra le Federazioni Fipe Ascom Parma e Fiepet Confesercenti Parma hanno espresso, ai competenti uffici, la propria netta contrarietà alle modifiche proposte auspicando pertanto che di ciò venga tenuto conto nelle delibere relative  e che qualsiasi nuovo  atto sia rinviato almeno  a Giugno 2021  in modo che questi mesi possano essere utilizzati per avviare un tavolo di  confronto e di lavoro congiunto con tutte le parti interessate.

Il Presidente Fiepet Confesercenti
Massimo Delle Donne

Il Presidente Fipe Ascom Parma
Ugo Bertolotti

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