Facendo seguito alle numerose richieste di chiarimento che ci pervengono in merito alla possibilità di fruire di ulteriori periodi per la cassa integrazione evidenzio quanto segue.

Il quadro normativo che è stato faticosamente raggiunto in questi mesi è, ahinoi, complesso, farraginoso e inefficiente. Il DL 18/2020, in relazione al quale il legislatore sta intervenendo con una serie di modifiche non solo in fase di conversione (l. 27/2020), ma anche mediante decretazione di urgenza (DL 23/2020, DL 34/2020, DL 52/2020), presenta almeno quattro istituti di sostegno al reddito (CIGO/FIS Covid19; CIGO Covid-19 successiva a CIGS; FIS Covid-19 successivo a FIS assegno di solidarietà; CIGD).

Ciascun istituto ha una propria procedura amministrativa e sindacale che, nel tempo, è stata mutata più volte, con finestre temporali e criteri di accesso che sono variabili in relazione alle diverse interpretazioni di INPS, Ministero e Regioni. Il che non ha certamente aiutato a semplificare l’azione di ripresa delle attività economiche a cui le integrazioni sal riali altresì mirano: da una parte, il sostegno al reddito in costanza di rapporto di lavoro ha un valore sociale per i lavoratori, dall’altra, esso è strutturato per permettere alle imprese di superare le fasi di criticità economica derivanti da eventi straordinari come la pandemia. Ciò si verifica nella misura in cui il quadro delle regole si
assesti su criteri facilmente applicabili a tutte le realità aziendali e in tutti i settori produttivi.

Le 18 settimane, recentemente ri-confermate dal DL 52/2020, sono insufficienti per il settore del terziario e del turismo. Le 18 settimane, nei nostri settori, sono già state autorizzate e, in molti casi, quasi del tutto fruite. Non sappiamo come andare oltre tale limite in assenza di un intervento del legislatore che permetta di aggiungere alle 18 settimane almeno altre 9 da gestire sino a dicembre 2020.
Chiediamo, altresì, una deregolarizzazione del lavoro a termine, dei voucher e del divieto di licenziamento, sapendo che il mercato del lavoro è stato totalmente bloccato dal decreto dignità, il quale ha amplificato il fenomeno di mancata assunzione dei lavoratori a termine, e dal divieto di licenziamento di cui all’art. 46 DL 18/2020, il quale non risolve alcun problema, anzi peggiorerà le situazioni a fine anno, quando l’onda d’urto dei fallimenti e delle cessazioni di impresa sarà spaventoso.

E’ ragionevole ipotizzare, autorevoli esponenti del Governo si sono già espressi in tal senso, che la possibilità di utilizzare i benefici della cassa integrazione (nelle sue varie forme) possa essere estesa al 31 dicembre 2020.

Mauro Bussoni
Segretario Generale Confesercenti Nazionale

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