E’ stato firmato il 22 marzo 2020,  dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte il DPCM in cui sono state introdotte nuove restrizioni per le attività produttive Italiane, atte a combattere la diffusione del virus Covid-19.

“Abbiamo deciso di chiudere in tutta Italia ogni attività produttiva che non sia cruciale, indispensabile, a garantirci beni e servizi essenziali. Rallentiamo il motore produttivo del Paese ma non lo fermiamo. Non è una decisione facile, ma si rende necessaria oggi per poter contenere quanto più possibile la diffusione dell’epidemia”. Così, in una diretta Facebook, il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha annunciato le misure restrittive, che confermate dal DPCM in vigore dal 25 marzo 2020 fino al prossimo 3 aprile.

Rimarranno aperte le attività delle filiere ritenute essenziali, dalla farmaceutica e sanità alla logistica, trasporti – inclusi i gestori carburanti -, energia e agroalimentare. Continuano ad operare, inoltre, edicole, tabaccai e servizi d’informazione. Ridotte, invece, le attività della Pubblica amministrazione. Sarà consentito comunque lo smart working.

Il documento ufficiale del DPCM 22 Marzo 2020

All.1 del DPCM del 22 marzo (elenco attività che possono rimanere aperte)

Modulo di autocertificazione per gli spostamenti (Aggiornato al 23 Marzo 2020)

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