Al termine dell’estate molti cittadini e imprese della città lamentano il mancato completamento di buona parte dei cantieri avviati, anche su strade strategiche e già trafficate in condizioni normali. Questa situazione ha un forte impatto sulle attività commerciali, in particolare quelle posizionate nelle immediate vicinanze dei “lavori in corso”. Ad agosto il Comune aveva assicurato la chiusura dei cantieri entro la metà di settembre, ma l’obiettivo non pare raggiunto. Abbiamo affrontato l’argomento con Luca Vedrini, direttore di Confesercenti Parma, che fin da subito si è mossa a tutela dei propri associati che stanno con insistenza chiedendo l’intervento e l’aiuto da parte dell’amministrazione per mitigare i disagi subiti.

I cantieri hanno invaso la città nei mesi estivi e l’invasione non pare essersi conclusa. E sono iniziate la stagione fieristica e l’anno scolastico. Come mai questi ritardi?
“Non è tollerabile che con la ripresa di tutte le attività economiche – afferma Vedrini – ci siano ancora tanti cantieri aperti. Non abbiamo dubbi che ci saranno tutte le giustificazioni per i ritardi ma per le attività che rappresentiamo ogni giorno di ritardo è un danno economico ingente. Abbiamo già ampiamente comunicato che ogni blocco del flusso pedonale, veicolare e dei mezzi pubblici rappresenta un grave danno per le imprese del commercio. Danno che si riverbera ben oltre la fine del cantiere stesso. C’è stato poi un problema di coordinamento e di comunicazione. Aver saputo in anticipo l’inizio e la fine di ogni cantiere avrebbe permesso alle imprese di organizzarsi con gli acquisti, le ferie proprie e del personale, invece così il danno si moltiplica. Alcuni anni fa si faceva ad inizio primavera l’elenco dei cantieri con la loro presumibile durata e strada per strada venivano comunicate le date dei lavori concentrando al massimo la durata nel mese di agosto. Provate a pensare ai danni subiti dai distributori di carburante nell’area dell’uscita autostradale, ai negozi di via Mazzini, a quelli dell’Oltretorrente, via Fleming, via Bixio, via Trieste e tutte le altre vie e piazze che per brevità non posso qui elencare”.

I lavori sono spesso necessari per problematiche legate a manto stradale e viabilità. Con l’avvicinarsi di Parma2020 si pone anche una questione di immagine e il tempo stringe…
“Certo che i cantieri sono necessari. Parma 2020 è un appuntamento importante ma la programmazione dei cantieri e dei lavori non può non essere pianificata e comunicata per tempo. Inoltre ci pare che molti lavori abbiano dei tempi troppo lunghi e ritmi, diciamo, non frenetici. Sono appena tornato dall’estero e ho visto cantieri che si volgono su più turni fino a tarda sera. Perdere il periodo della riapertura delle scuole e il periodo del rientro dalle ferie è per molte imprese un danno economico irrecuperabile. Non possono le imprese subire le inefficienze altrui. L’immagine è importante e il tempo stringe ma mitigare i danni è ulteriormente importante”.

Il Comune vi ha comunicato uno slittamento delle date o avete ricevuto informazioni a riguardo?
“Direttamente a noi no e non credo neppure alle imprese ma se anche fosse stato fatto occorrerebbe farlo con largo anticipo e stilare un piano coordinato calendarizzato e programmato che coinvolga tutti gli enti che effettuano lavori. Da noi chiunque, fatte salve le urgenze,  può spaccare una strada per le più svariate esigenze senza una pianificazione logica  ed efficiente”.

Che soluzioni proponete o quali richieste intendete fare ai responsabili se le tempistiche dovessero allungarsi ulteriormente?
“Le soluzioni sono quelle che ho anticipato nelle risposte precedenti. Ad inizio anno tutti gli enti che devono fare lavori stilano un calendario dei lavori specificando: come viene svolto il cantiere, tempi, durata e nominando un responsabile di cantiere a cui fare riferimento. Concentrando il più possibile i lavori nei periodi di minor flusso per le imprese e prevedendo anche più turni di lavoro e forza lavoro necessaria a garantire i tempi previsti. Stilato il piano occorre comunicarlo il più possibile alla città, alle imprese e a tutti gli attori coinvolti. I lavori non pianificati, fatto salve le emergenze, non devono essere svolti al di fuori della pianificazione. Se il cantiere persiste oltre il pianificato le imprese e chi subisce i danni andrebbero indennizzati abbattendo loro le imposte e tasse locali. Altrimenti a pagare sono sempre i soliti”.

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