L’operazione promozionale tandem tra Gazzetta dello Sport e Corriere della Sera, che prevede la vendita abbinata dei due quotidiani cartacei al prezzo di uno, è inaccettabile: si tratta infatti di una mannaia sui margini degli edicolanti, che si troveranno con un aggio dimezzato a fronte della vendita dello stesso numero di quotidiani.  È la denuncia contenuta nella lettera di protesta inviata da Fenagi Confesercenti a M-Dis, il distributore nazionale di Corriere della Sera e Gazzetta dello Sport.

Comprendiamo – si legge nel testo – che risolvere la crisi profonda della vendita del Corriere della Sera (oggi con una vendita media di 189.000 copie al giorno, dati ADS) e Gazzetta dello Sport (133.000 copie di media al giorno) sia impossibile, ma insistere su metodi antichi come queste promozioni che poggiano solo sulle spalle degli edicolanti negando loro il 50% del guadagno è ingiusto e sbagliato. Esprimiamo forte contrarietà rispetto all’iniziativa”.

Una contrarietà, spiegano gli edicolanti, che non nasce da prese di posizione ideologiche contro “iniziative di marketing tese al rilancio e al sostegno dei prodotti editoriali”, quanto piuttosto “ dal fatto che da anni non riusciamo a riscontrare nella controparte editoriale una reale e seria volontà di ridefinire regole ed iniziative da intraprendere assieme alla rete di vendita per uscire da una crisi economica grave che ha messo in luce quanto sia poco adeguato l’intero attuale sistema distributivo del prodotto quotidiano e periodico”.

Edicole e rivenditori di giornali – spiega Giovanni Lorenzetti, Presidente di Fenagi – si trovano sempre di più stretti in una morsa da cui è difficile uscire. Da un lato le vendite dei quotidiani continuano a diminuire, dall’altro le iniziative promozionali imposte dall’alto erodono i pochi margini rimasti agli edicolanti. I quali – è bene sottolinearlo – sono ancora costretti a pagare anticipatamente le forniture, senza peraltro riuscire quasi mai a recuperare le risorse investite. Una situazione drammatica, che ha portato numerose edicole all’indebitamento, e che non può più essere tollerata. A questo punto siamo pronti anche noi alla ‘resa’: ci troveremo costretti a consigliare ai nostri associati di mettere direttamente in resa tutti i quotidiani proposti alle edicole con promozioni-capestro”.

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