Crocevia di cammini, culture e popoli, Fidenza è una città dai mille volti, tutti da scoprire, dove arte, storia, spiritualità ed enogastronomia offrono emozioni e gusti unici. La musica è una delle anime della città. Fidenza, è capoluogo delle Terre Verdiane: la patria di Giuseppe Verdi e Giovannino Guareschi. Nel cuore del triangolo delle eccellenze agroalimentari della provincia di Parma (Parmigiano Reggiano, Culatello di Zibello e Spalla cotta di San Secondo), Fidenza armonizza, nel segno della migliore tradizione emiliana, il meglio della cultura enogastronomica parmense alle peculiarità della vicina terra piacentina, connotandosi come città del buon vivere. Ristoranti, trattorie, aziende agricole, artigianato e industria alimentare portano avanti con serietà e passione una radicata e millenaria cultura enogastronomica di qualità, che si traduce in una cucina ricca, gustosa, variegata, ma soprattutto genuina. Salumi, formaggio e primi piatti sono le eccellenze, ma i secondi e i dolci non sono da meno.

Patria del “cappelletto” o “anolino” in brodo, Fidenza è indubbiamente “slow” per quanto riguarda il cibo e la qualità della vita. Modernità e competitività si sposano a Fidenza con il rispetto per l’ambiente e con politiche mirate a rendere la città a misura d’uomo e di bambino. Nella Pianura Padana, sull’asse dei maggiori collegamenti stradali e ferroviari, l’antico Borgo San Donnino ha fatto tesoro della sua posizione strategica per coniugare al meglio tutte le ricchezze del territorio: cultura e industria, natura e agroalimentare, storia e tradizioni; guardando al futuro ma valorizzando il passato. Ai piedi di ridenti colline, immersa nel verde e attraversata da una rete di percorsi ciclopedonali, la città ha saputo sviluppare una vivace e importante attività industriale e produttiva, mantenendo però intatte la sua bellezza e l’elevata qualità della vita.

Forte nei settori del vetro, dell’alimentare e del metalmeccanico, la città si è affermata anche come polo della moda. La Cattedrale romanica e la Via Francigena Trentaseiesima tappa della Via Francigena secondo il diario di Sigerico, Arcivescovo di Canterbury, Fidenza sorge all’incrocio tra il percorso romeo e la via Emilia ed è da questa tradizione di cammini, incontri, commerci e scambi che ha ereditato la sua vocazione di città del mondo. La Via Francigena incontra a Fidenza l’imponente Cattedrale, perla preziosa e inaspettata, e affida al suo libro di pietra la testimonianza del suo passaggio. Splendido esempio di romanico padano, i cui lavori iniziarono nel 1101, la Cattedrale di Fidenza presenta un ricco apparato scultoreo che racconta la storia del martirio del santo patrono Donnino, presenta angeli, santi e imperatori, guida e ammonisce i pellegrini diretti a Roma. Sono i meravigliosi bassorilievi di Benedetto Antelami che narrano la singolare vicenda di Donnino.

Cubicolario dell’imperatore Massimiano, Donnino si convertì al cristianesimo. Scoperto dall’imperatore, fuggì ma all’altezza di Fidenza fu raggiunto dalle truppe di Massimiano e qui, lungo la riva del torrente Stirone, fu decapitato. La storia narra che Donnino raccolse la sua testa, attraversò il torrente e poi morì. Proprio in quel punto sorge la splendida Cattedrale romanica che conserva le sue spoglie e indica al pellegrino la via per Roma (come riporta il cartiglio della statua di San Simone nella facciata della chiesa).

Il valore storico della Via Francigena e del Duomo di Fidenza sono tali che il Comune ha avviato le procedure per la candidatura come Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco. San Francesco d’Assisi e il Miracolo del Pane Se Fidenza è devota al Santo Patrono, molto radicato è anche il culto di San Francesco d’Assisi, che secondo le cronache passò a Fidenza nel 1215 e, ospite dei confratelli che vivevano in assoluta povertà, operò il Miracolo del Pane all’Oratorio della Zappella. Quest’anno ricorre l’XVIII centenario del passaggio di Francesco a Borgo San Donnino (così si chiamò in passato Fidenza). Il Teatro Magnani, Giuseppe Verdi, Girolamo Magnani e la lirica Una traccia indelebile del forte legame che unisce la città al “Cigno di Busseto” è lo splendido Teatro “Girolamo Magnani”, situato nel centro storico e divenuto una vera e propria fucina di cultura; qui si intersecano le vite di Verdi e di Magnani e qui, ancora oggi, si trova il fulcro di una ricca tradizione artistica.

La costruzione del teatro, su progetto di Nicola Bettoli – l’architetto ducale di Maria Luigia, responsabile anche dell’edificazione del Teatro Regio di Parma – iniziò proprio nell’anno di nascita di Verdi, il 1813. I lavori, interrotti più volte, ripresero solo nel 1845 e si conclusero sedici anni dopo. La pianta della platea è a ferro di cavallo con tre ordini di 18 palchi e un loggione, ai quali si aggiunge un grande palco reale. L’interno del teatro è un gioiello barocco e presenta uno sfarzoso boccascena, arricchito, come tutti gli interni, da oro e stucchi bianchi, realizzati dal fidentino Girolamo Magnani, lo scenografo e decoratore preferito da Verdi, che gli commissionò decine di scenografie, tra le quali: “Aida” (anche nella rappresentazione egiziana) e “Simon Boccanegra”. Girolamo Magnani, fu uno tra i maggiori scenografi della seconda metà dell’800. Professore di Ornato, Dipinto e Modellato all’Accademia di Belle Arti di Parma, dal 1853 al 1887 fu pittore e direttore scenografo del Teatro Regio di Parma, ma nel contempo gli furono affidate le scenografie di intere stagioni al Teatro alla Scala di Milano. Magnani realizzò importanti cicli decorativi nei luoghi simbolici e rappresentativi della nuova Italia, quali la Banca Centrale di Firenze e il Salone delle Feste del Quirinale. Il “Magnani” vanta anche uno splendido Ridotto, caratterizzato da una volta affrescata con putti tra ghirlande di fiori, anche essi opera di Girolamo Magnani, che si guadagnò meritoriamente la dedica del teatro.

L’inaugurazione avvenne il 16 ottobre 1861 con “Il trovatore”, in omaggio a Verdi, con una scenografia di Magnani. Vero e proprio gioiello recentemente scoperto e restaurato è la Camera Acustica del Teatro Magnani, composta da dieci tele realizzate dal Magnani, che costituisce uno dai rari esempi al mondo di tali realizzazioni. Il legame di Fidenza con Giuseppe Verdi passa anche da una diffusa e storica passione per la lirica, nonché da un sincero affetto per il Maestro, che proprio nel collegio di Borgo San Donnino fu eletto, a furor di popolo, deputato del primo Parlamento del Regno d’Italia (1861- 1865). Trasformare il “Magnani” in un teatro stabile d’opera in grado di porsi, con produzioni di qualità, come riferimento per il territorio è la scommessa vinta da Fidenza, che ha reso possibile l’affermarsi di Borgo come città che “produce” opera.

La crescita di Fidenza come città promotrice di cultura e la sua stretta relazione con il mondo della lirica, cui storicamente è legata, sono testimoniate dallo straordinario successo che gli allestimenti fidentini hanno riscosso a livello nazionale, divenendo un modello di produzione che ha attirato l’attenzione di molti teatri e il plauso della critica. Vera e propria fucina culturale, lo splendido teatro fidentino ospita anche la Stagione di Prosa, spettacoli e laboratori teatrali dedicati ai bambini e alle scuole. Città vivace e al passo con i tempi, Fidenza è fucina di cultura con interessanti manifestazioni che tutto l’anno declinano una vasta offerta per il pubblico più variegato. I prossimi eventi Fidenza BorgoFood… La vera Emilia è qui La gran fiera di Borgo San Donnino, che per tradizione celebra il Santo Patrono con un ricco calendario di iniziative, ritorna quest’anno alle origini e fa dell’Agroalimentare il suo filo conduttore e il suo punto di forza. Fedele a una ricca tradizione dove il settore agricolo e alimentare offrono prodotti d’eccellenza, Fidenza mette quest’anno in vetrina il meglio di sé in occasione della festa patronale. “Fidenza BorgoFood… la vera Emilia è qui” è il titolo della grande kermesse che trasformerà l’ottobre fidentino in un’imperdibile festa del gusto e dell’affascinante mondo che, attraverso una filiera di qualità, porta sulle nostre tavole quei formaggi, salumi e piatti prelibati che sono diventati la bandiera dell’Italia all’estero. Stagione Lirico-Concertistica 2015-2016 con il soprano Dimitra Theodossiou La Stagione Lirico-Concertistica di Fidenza ha superato se stessa.

L’edizione 2015-2016 si caratterizza due elementi straordinari: la presenza del soprano di fama mondiale Dimitra Theodossiou che interpreterà Norma e la realizzazione di un concorso nazionale per giovani scenografi. Filo conduttore della Stagione è il Bicentenario della nascita dello scenografo fidentino Girolamo Magnani, cui è intitolato il teatro cittadino. La stagione Lirico-Sinfonica, che ha fatto di Fidenza un modello virtuoso di produzioni di alto livello a costi contenuti, anche stavolta promette di non deludere il folto pubblico di appassionati che ogni anno affollano il Teatro Magnani provenienti non solo dalla città ma anche da fuori provincia e dall’estero. Sono quattro gli appuntamenti in calendario: la “Norma” di Bellini il 1 novembre, il concerto lirico-vocale “Grandi voci in libertà” il 21 novembre, l’operetta “La Principessa della Czarda” di Kàlmàn il 13 dicembre, il “Concerto sinfonico” il 16 gennaio. La rivoluzione di Francesco e la regista Liliana Cavani Fidenza partecipa alla Festa Internazionale della Storia con un ruolo da protagonista e un cartellone di eventi d’eccezione, così come il tema: l’VIII Centenario del transito di San Francesco D’Assisi a Borgo San Donnino e del Miracolo del pane, che le fonti datano nel 1215. “La rivoluzione di Francesco” è il titolo del cartellone che dal 24 settembre al 4 ottobre offrirà a Fidenza: spettacoli, eventi culturali, una cena medievale e appuntamenti spirituali; una festa dedicata a tutti, il cui filo conduttore sarà il Medioevo.

Programma: Giovedì 24 settembre alle ore 21.00 al Ridotto del Teatro Magnani, la regista Liliana Cavani, che alla figura di San Francesco ha dedicato tre opere, incontrerà il pubblico nella conferenza dal titolo “La rivoluzione di Francesco”.

Venerdì 25 settembre alle ore 21.00 al Convento dei Frati Minori Cappuccini di Fidenza, si terrà la conferenza: “San Francesco a Borgo San Donnino”, con la partecipazione di Italo Comelli (“Sviluppo del movimento francescano nei primi cento anni di vita”), Germano Boschesi (“Francesco e il miracolo del pane”), padre Alfredo Rava (moderatore). Evento a cura dell’Associazione culturale “Le vie del sale”.

Sabato 26 settembre alle ore 18.00 nel centro storico si terrà “Il corteo del borgo”, rievocazione storica e sbandieratori della Contrada del Borgo della Prevostura. Alle ore 19.30 sempre nel centro storico sarà la volta de “Il Medioevo a tavola”: aperitivo e cena medievale nei bar e i ristoranti aderenti, in collaborazione con l’Istituto “Magnaghi” di Salsomaggiore. Alle ore 21.30 in piazza Duomo “La Cattedrale prende vita” con spettacoli di fuochi, teatro e magia, a cura dell’Associazione “L’Ufficio incredibile”.

Domenica 27 settembre alle ore 15.00 in piazza Duomo “Visita guidata ai luoghi francescani di Fidenza”, organizzato da Iat-R Casa Cremonini. Venerdì 2 ottobre alle ore 18.00 alla Chiesa di San Giorgio Martire sarà inaugurata la mostra “San Francesco d’Assisi e Borgo San Donnino”, mostra filatelica e annullo speciale a cura del Gruppo Filatelico-Numismatico Fidentino del DLF.

Sabato 3 ottobre dalle ore 8.00 alle ore 12.00 all’oratorio della Zappella si terrà “Il Miracolo del pane”, visita guidata con lettura animata di brani a cura della scuola media “Zani”. Alle ore 21.00 in Cattedrale, si terrà “Sulle orme di San Francesco”, un viaggio musicale e letterario con i Pueri et Juvenes Cantores e Chorus Laetus, con la voce recitante di Remo Bertinelli. Il concerto sarà accompagnato dal “Transito di San Francesco”, letture spirituali.

Domenica 4 ottobre alle ore 18.30 all’Oratorio della Zappella, la Festa della Storia si conclude con la “Santa Messa in memoria di San Francesco”, presieduta dal Vescovo di Fidenza, monsignor Carlo Mazz

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