Negli anni ’80 e ’90 ogni anno si andava a discutere, prima dell’approvazione dei bilanci comunali di previsione, la tassa dello smaltimento rifiuti TARSU – Tassa Rifiuti Solidi Urbani. Era l’epoca delle aziende municipalizzate. Noi avevamo l’AMNU per lo smaltimento rifiuti e l’AMPS per il servizio Gas ed elettricità. In quegli anni, ogni volta che si doveva discutere delle tasse applicate alle imprese produttive, Sindaci e Assessori comunali sostenevano che la tassa per le imprese era alta in quanto oltre allo smaltimento dei rifiuti prodotti comprendeva anche una quota di servizi comuni: spazzamento strade, pulizia marciapiedi, illuminazione e via dicendo.

In parte minore anche i cittadini pagavano le tasse con la stessa logica poi, negli anni successivi, lo Stato ed i comuni magicamente decisero che la tassa non era più tassa ma tariffa (TIA) e quindi non più un’espressione dello Stato per un servizio svolto ma un costo per un servizio reso da una società privata anche se totalmente di proprietà pubblica.

 

Il passaggio da tassa a tariffa ovviamente non è stato indolore, sia per le imprese che per i cittadini anzi, immediatamente è stata applicata l’IVA e ulteriori aumenti per coprire, così come prevedeva la Legge, i “presunti” costi del servizio.

Il costo delle nuove tariffe comprendeva come logico e come era nella Tassa, anche la quota dei servizi comuni come spazzamento strade, marciapiedi, e via dicendo.

 

Tutto questo ovviamente senza che i cittadini e le imprese potessero scegliere alternative in un mercato concorrenziale.

 

Poi è successo che le Municipalizzate, che operavano ed operano tutt’oggi in regime di monopolio, sono diventate para private. Prima la fusione AMNU – AMPS, poi ENIA e adesso IREN, con tariffe per i cittadini ed imprese molto più alte e incontrollabili, inclusive, come le ultime vicende giudiziarie stanno dimostrando, di costi impropri, se così li vogliamo chiamare!

 

Adesso arriva la TARES: un nuovo tributo che reintroduce quella famosa quota di servizi comuni come lo spazzamento delle strade e via dicendo che è ed era già compreso nella vecchia Tassa (TARSU) poi diventata Tariffa (TIA) che inizieremo a pagare a Luglio, per non disturbare il periodo elettorale.

 

Et voilà! Il gioco è fatto! Si paga due volte e viene di fatto reintrodotta una bella Tassa (TARES) con doppia fregatura perché si paga anche la tariffa. Agli italiani e alle imprese italiane la solita fregatura che costerà dal 15% al 40% in più.

  

Confesercenti Parma

 

Luca Vedrini

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