La Confesercenti nazionale, e di riflesso anche quella di Parma lanciano l'allarme alcolici per le feste di partito, le sagre paesane e i chioschi che da domani, con l'entrata in vigore in Italia di una normativa comunitaria che ha già provocato una forte polemica a Firenze per il divieto di abbinamento del vino ai celebri lampredotti venduti nei chioschi, introduce sanzioni pesantissime per la vendita di alcolici (compresi vino e birra) al di fuori di bar e ristoranti in sede fissa e che potrebbe avere pesanti ripercussioni anche in tutto il Parmense.
«Si sta perpetrando in queste ore afferma in un comunicato l'associazione una autentica vessazione nei confronti di migliaia di piccoli esercizi commerciali che da domani non potranno più vendere o somministrare alcolici su spazi ed aree pubbliche diverse da pertinenze di ristoranti o bar. Chi lo farà sarà punito con severe sanzioni. Questo vuol dire aggiungere al danno della crisi, la beffa per chioschi ed altri esercizi che nelle grandi e medie città svolgono comunque un servizio essenziale per turisti e cittadini. Il divieto, nato per combattere giustamente vendita e somministrazioni illecite di bevande alcoliche, specie in orari notturni, rischia invece di far ritornare un assurdo proibizionismo di giornata ed il legislatore non pare in grado di fermare la norma».
«Il Parlamento prosegue la Confesercenti si è affidato ad un ordine del giorno positivo ma privo di efficacia immediata. Confesercenti chiede un intervento di urgenza per scongiurare questo grave danno a migliaia di esercenti e fa sapere che comunque l’Anva Confesercenti sarà al fianco degli imprenditori garantendo loro assistenza nel caso fossero sanzionati».
Per esemplificare, la vendita di una lattina di birra nei box alimentari di un mercato rionale costerà all’operatore una sanzione addirittura di 4.000 euro; la vendita di bottiglie di vino, in un mercato locale o in una sagra in cui si commercializzano prodotti tipici, sarà punita con la stessa pena. Per la vendita di alcolici oltre la mezzanotte, la sanzione prevista va addirittura dai 5.000 ai 30.000 euro. Le regole vigenti consentono ai commercianti su aree pubbliche solo la commercializzazione degli alcolici in recipienti chiusi, “secondo le consuetudini commerciali” e da trasportarsi fuori del locale di vendita, purché la quantità contenuta nei singoli recipienti non sia inferiore a 0,20 litri per i superalcolici e a 0,33 litri per gli alcolici. Ciò che le nuove disposizioni non consentiranno più ai medesimi commercianti, mentre la vendita delle stesse bevande continuerà ad essere consentita ai colleghi titolari di esercizi “in sede fissa”. (da Gazzetta di Parma 28/08)
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