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Confesercenti da vita all'associazione che difende il " cavallo pesto "

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Dalle parole ai fatti. Lo spau­racchio del progetto di legge che vieterebbe la macellazione dei cavalli, salito agli onori della cro­naca lo scorso autunno, aveva messo in moto un movimento di tutela del nostrano «cavàl pist» che a suo tempo vedeva in prima linea, oltre ai professionisti del settore, gli stessi cittadini, avidi consumatori della prelibata spe­cialità.

Ieri, nella sala riunioni di Con­fesercenti, si è passati alla co­stituzione formale dell’Associa­zione per la tutela del cavallo pe­sto. Una ventina di cavallai si so­no riuniti e hanno dato vita a un consorzio che ha individuato un percorso preciso, volto a tutelare e valorizzare la pietanza equina. «La nostra è un’associazione di scopo - ha dichiarato Fabio Ferraroni, cavallaio di via Mon­tanara, neo presidente dell’asso­ciazione -. Il primo obiettivo è ottenere l’iscrizione del pesto di cavallo nell’albo dei prodotti tra­dizionali dell’Emilia Romagna. In un secondo momento, ci au­guriamo di ottenere il riconosci­mento europeo di “Specialità tradizionale garantita”».

Una costituzione necessaria quella dell’associazione, secondo il direttore di Confesercenti Luca Vedrini: «Si tratta di una scelta importante e assolutamente uti­le per un settore che ha la sua rilevanza sia a livello economico che a livello di tradizione». Dopo l’atto costitutivo Stafano Canto­ni, di Confesercenti, ha spiegato:
«Oggi diamo vita a un organo neutro, esterno all’associazione di categoria, seppur affiliato. In effetti alcuni dei soci fondatori qui presenti non fanno neanche parte di Confesercenti». L’inizia ­tiva vuole essere insomma una risposta concreta a chi, qualche mese fa, aveva messo in discus­sione addirittura la legittimità della vendita e del conseguente consumo di carne equina. «Sia­mo partiti con ottimi presupposti - ha chiarito Fabio Monteverdi, di Confesercenti - e abbiamo già ri­cevuto il sostegno di molti, tra cui quello dell’assessore all’Agricol ­tura e alimentazione della Pro­vincia Pierluigi Ferrari. Tutti i ca­vallai che si vorranno unire a pro­getto avviato saranno i benvenu­ti ». La quota associativa prevista è di circa 100 euro. (Gazzetta di Parma 28/05/10)